Disturbi alimentari - Centro PsicoCare - Psicologo a Vicenza e Creazzo (VI)
Disturbi alimentari

Disturbi Alimentari


LE PROBLEMATICHE PSICOLOGICHE
Caratteristiche e Terapia

I disturbi della nutrizione e dell’alimentazione determinano un alterato consumo o assorbimento di cibo e danneggiano in modo significativo la salute fisica o il funzionamento psicosociale. Ci sono diverse tipologie di disturbi alimentari. Quelli più frequenti, che di conseguenza vengono trattati nel Centro PsicoCare sono:

Anoressia Nervosa

Si può parlare di diagnosi di Anoressia nervosa, quando sono contemporaneamente presenti i seguenti criteri (Dsm-5)

  • Restrizione dell’introito energetico rispetto al fabbisogno tale da condurre a un peso corporeo significativamente basso.
  • Intensa paura di aumentare di peso o di diventare grassi, o persistere in comportamenti che interferiscono con l’aumento di peso anche quando questo è significativamente basso.
  • Alterazione del modo in cui vengono vissuti il peso o le forme del corpo, influenza indebita del peso o delle forme del corpo sulla valutazione di sé, o persistente mancanza di riconoscimento della gravità del sottopeso corporeo attuale.

L'anoressia nervosa può essere di due tipi:

  1. Tipo restrittivo: descrive casi in cui la perdita di peso è ottenuta essenzialmente attraverso diete, digiuni e/o esercizio fisico eccessivo
  2. Tipo bulimico/purgativo: la persona ha avuto episodi ricorrenti di abbuffate compulsive o di pratiche di svuotamento (cioè vomito autoindotto o abuso/uso improprio di lassativi, diuretici, o clisteri)

La gravità viene assegnata sulla base dell’indice di massa corporea (BMI) attuale:

  • lieve: BMI ≥17 kg/m2;
  • moderata: BMI compreso tra 16-16,99 kg/m2;
  • grave: BMI compreso tra 15-15,99 kg/m2;
  • estrema: BMI minore di 15 kg/m2

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Bulimia nervosa

La bulimia nervosa, per poter essere diagnosticata, richiede che si compiano la seguente serie di criteri (Dsm-5):

  1. Episodi ricorrenti di abbuffate compulsive.
  2. Ricorrenti comportamenti impropri di compenso diretti a prevenire aumenti di peso, come: vomito autoindotto; abuso/uso improprio di lassativi, diuretici, o altri medicamenti; digiuni; esercizio fisico eccessivo.
  3. Le abbuffate compulsive e i comportamenti impropri di compenso si verificano in media almeno una volta a settimana per almeno tre mesi.
  4. La valutazione di sé è indebitamente influenzata dalle forme e dal peso del corpo

La gravità si basa sulla frequenza media dei comportamenti impropri di compenso:

  • lieve: 1-3 episodi/settimana di comportamenti impropri di compenso;
  • moderata: 4-7 episodi/settimana;
  • grave: 8-13 episodi/settimana;
  • estrema: ≥14 episodi/settimana.
Disturbo da alimentazione incontrollata

Il disturbo da alimentazione incontrollata, in inglese “Binge Eating Disorder”, fa parte dei disturbi alimentari e si manifesta con episodi di assunzioni ricorrenti e protratte di cibo, associate alla sensazione di perdere il controllo dell’atto del mangiare, ma non seguite da manovre di eliminazione (induzione del vomito, assunzione di diuretici o lassativi) o di altri comportamenti compensatori (attività fisica sostenuta).

Si calcola che il 3% della popolazione soffra di BED. Uno dei motivi di interesse di questo disturbo è legato alla frequente associazione con l’obesità. I trattamenti di riduzione del peso basati su restrizioni dietetiche drastiche, ripetute e protratte, possono essere ritenuti una causa concorrente all’insorgenza del Disturbo da Alimentazione Incontrollata.

I criteri (Dsm-5) per poter diagnosticare il disturbo da alimentazione incontrollata sono:

  1. Episodi ricorrenti di abbuffate compulsive.
  2. Gli episodi di alimentazione incontrollata sono associati con tre (o più) dei seguenti sintomi:
    • ingerire cibo molto più rapidamente del normale
    • alimentarsi fino a sentirsi spiacevolmente pieni
    • assumere grandi quantità di cibo anche se non ci si sente fisicamente affamati
    • mangiare da soli a causa dell’imbarazzo per quanto si sta mangiando
    • sentirsi disgustati verso se stessi, depressi, o molto in colpa dopo le abbuffate.
  3. È presente un disagio marcato rispetto al mangiare senza controllo
  4. Il comportamento alimentare incontrollato si manifesta, in media, almeno una volta a settimana per tre mesi consecutivi.
  5. L’alimentazione incontrollata non risulta associata con l’utilizzazione sistematica di comportamenti compensatori inappropriati.

Il livello di gravità del distrubo da alimentazione incontrollata si basa sulla frequenza degli accessi di binge eating:

  • lieve: 1-3 episodi/settimana;
  • moderata: 4-7 episodi/settimana;
  • grave: 8-13 episodi/settimana;
  • estrema: ≥14 episodi/settimana.
Disturbo alimentare evitante/restrittivo

Il disturbo alimentare evitante/restrittivo, raccoglie una serie di comportamenti alimentari con svariate manifestazioni, come per esempio:

  • apparente mancanza d’interesse per il cibo e il mangiare
  • evitamento legato a caratteristiche sensoriali del cibo
  • preoccupazioni legate a effetti negativi dei cibi) che si manifesta come insufficienza qualitativa (nutrienti) e/o quantitativa (calorie) dell’alimentazione rispetto al fabbisogno

La sua diagnosi è associata a uno o più degli eventi seguenti:

  • perdita significativa di peso
  • carenze nutrizionali significative
  • dipendenza dalla nutrizione artificiale enterale o da supplementi nutrizionali
  • interferenza marcata con il funzionamento psico-sociale
Altri disturbi della nutrizione o dell’alimentazione

Con la definizione di Altri disturbi alimentari si intendono forme incomplete o sottosoglia, in cui non sono soddisfatti completamente tutti i criteri previsti per le patologie "classiche". Nel Centro PsicoCare vengono trattate anche queste forme atipiche di disturbo alimentare tra le quali:

  • Sindrome da alimentazione notturna, che sono ricorrenti episodi di alimentazione notturna dopo il pasto serale oppure dopo il risveglio dal sonno
  • Il purging disorder, ossia disturbo con condotte di eliminazione
  • Il globus hystericus o chocking phobia, cioè il non poter mangiare cibi solidi per paura di restare soffocati
  • L'alimentazione selettiva, ossia la limitazione a pochi cibi, sempre gli stessi, di solito carboidrati come pane, pasta o pizza
  • Il picky-fussy eating cioè mangiare troppo poco in modo schizzinoso e capriccioso scartando continuamente i cibi
  • La food neophobia, ossia l'evitamento fobico di qualsiasi alimento nuovo

Il Centro PsicoCare mette a disposizione psicologi e psicoterapeuti, specializzati nel trattamento dei disturbi del comportamento alimentare, visita la pagina Chi Siamo con la descrizione dei profili del nostro team.


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