Tecnica di Biofeedback per curare cefalea, ipertensione, dolore cronico.
Cefalea Tensiva e Biofeedback

Cefalea tensiva e Biofeedback


LE PROBLEMATICHE PSICOLOGICHE
Caratteristiche e Terapia

Cos’è un training di autoregolazione psicofisiologica con Biofeedback? Perchè può alleviare stati tensivi di dolore quali la cefalea?

La terapia di biofeedback può essere un valido aiuto per alleviare efficacemente problemi di mal di testa, cefalea, dolore cronico e ipertensione, senza l’utilizzo di farmaci.

La tecnica del Biofeedback è un processo non invasivo e indolore di apprendimento, che permette a un individuo, mediante il posizionamento di alcuni recettori sulla pelle, di imparare a modulare e modificare la propria attività fisiologica, al fine di migliorare il proprio stato di salute e alleviare alcuni stati di tensione muscolare che sono solitamente la causa di mal di testa e cefalea tensiva. La strumentazione utilizzata permette di misurare diversi indicatori come: onde cerebrali, funzionamento cardiaco, respirazione, attività muscolare, conduttanza elettrica cutanea e temperatura della pelle. Oltre l’acquisizione del segnale, gli strumenti di biofeedback possono restituire tali informazioni fisiologiche alla persona in modo rapido e accurato. La presentazione di queste informazioni fisiologiche unite all’intervento del terapeuta può condurre il paziente a realizzare i cambiamenti fisiologici desiderati (Pierini, Rolandi, Bertolotti, 2013). Nel tempo questi cambiamenti possono diventare duraturi senza che emerga la necessità di continuare a utilizzare le strumentazioni (Schwartz, 2010; Basmajian, 1984)

Gli elementi principali di questa definizione sono:

  • Il BF è un processo di apprendimento che mette l’individuo in grado di esercitare un certo grado di controllo sulla propria attività fisiologica e quindi sul proprio corpo.
  • Le apparecchiature in tempo reale una prestazione individuale consentendo al soggetto di visualizzarla o ascoltarne il segnale.
  • Il soggetto può utilizzare il feedback per produrre modificazioni fisiologiche.
  • Modificazioni cognitive, emotive e comportamentali spesso accompagnano e rinforzano i cambiamenti fisiologici.
  • Questi cambiamenti, nel corso del tempo, diventano indipendenti dal feedback dello strumento.


L’applicazione del Biofeedbacksi attua in due fasi:

  1. Fase di valutazione:
    • Misurazione dei parametnri fisiologici tramite sensori di superficie (i più usati sono: sEMG, fotopletismografo, fascia respiratoria, conduttanza cutanea, sensore temperatura cutanea).
    • La misurazione si effettua in 3 condizioni: baseline, sotto stress, recupero da stress.
    • I dati ricavati da queste tre condizioni permettono di trarre inferenze sulle anomalie di risposta del sistema nervoso autonomo a riposo, sotto stress e nel rucupero dallo stress. Le anomalie rilevate sono considerate fattore di mantenimento/aggravamento di svariate patologie.
  2. Fase di trattamento:
    • È impostato sulla base delle anomalie rilevate dalla valutazione.
    • Si stabiliscono degli obiettivi legati ai parametri fisiologici registrati, lo scopo è riuscire a riportare i valori fisiologici anomali all’interno di un range di tipicità.
    • Per poter modificare il parametro, il software restituisce un feedback sul monitor del segnale registrato, che permette di far capire al paziente se sta modificando il funzionamento dell’area interessata nella direzione desiderata.
    • La normalizzazione della risposta fisiologica è in linea con la riduzione della sintomatologia associata alla patologia.

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Punti di forza della Tecnica di Biofeedback:

1
Quando l’autoregolazione fisiologica è indirizzata al rilassamento, non c’è ottundimento della vigilanza, il paziente deve riuscire a rilassarsi rimanendo vigile e concentarato sull’ambiente.
2
Apprendimento di regolazione fisiologica generalizzabile alla quotidianità, non servono contesti particolari (silenzio, lettini..), anzi lo scopo è riuscire ad autoregolarsi ricreando le situazioni il più possibile simili a quelle della quotidianità.
3
Facilitazione nella conoscenza del funzionamento del proprio corpo, il feedback è un amplificatore della nostra capacità enterocettiva (la capacità di sentire il proprio corpo), permette di imparare come ci si attiva fisiologicamente sotto stress, e di come questo contribuisca alla condizione patologica.


Autoregolazione fisiologica con biofeedback nel mal di testa e/o cefalea tensiva, emicrania e dolore cronico:

Nel trattamento di queste condizioni si sono dimostrate efficaci terapie legate al rilassamento e alla riduzione della tensione muscolare. Su questa linea l’intervento di biofeedback è finalizzato a ridurre l’attivazione del sistema nervoso simpatico e della tensione muscolare (solitamente nella sede dolorosa) a riposo, sotto stress o nel recupero da una condizione stressante. L’ottenimento di stati di rilassamento muscolare e la riduzione dell’attività simpatica del sistema nervoso autonomo tramite autoregolazione fisiologica con biofeedback, riduce l’esperienza dolorosa ad esempio della cefalea. La registrazione della tensione muscolare avviene per mezzo di un sensore di superficie posizionato sulla cute tramite adesivo. Il sensore non invia al corpo nessun segnale, ma registra solamente e lo visualizza sul monitor di un computer.

Autoregolazione fisiologica con biofeedback nell’ipertensione essenziale:

Lo scopo di un intervento di autoregolazione fisiologica nell’ipertensione essenziale è:

  • Favorire stati di rilassamento per ridurre l’influenza nociva dello stress sulla pressione arteriosa.
  • Aumentare la variabilità cardiaca, ritenuta importante fattore per la salute cardiovascolare.

I training sono effettuati tramite:

  • Riduzione della tensione muscolare;
  • Diminuzione dell’attività elettrodermica;
  • Respirazione addominale in risonanza con il ciclo cardiaco.

Tale training permette di potenziare il tono vagale e ottenere stati di rilassamento. Tali cambiamenti sono associati alla riduzione della pressione arteriosa. I parametri fisiologici saranno rilevati mediante sensori di superficie da porre sopra i vestiti o sulla cute, senza provocare alcuna sensazione spiacevole.

Autoregolazione fisiologica con biofeedback nell’ansia e nello stress

Spesso nei soggetti con elevata ansia e stress è presente una risposta eccessiva del sistema nervoso autonomo simpatico o difficoltà della sua inibizione. Ciò contrasta stati di rilassamento e facilita il mantenimento dello stato ansioso e della sensazione di essere sotto stress.

Esempi di funzionamento fisiologico anomalo legati a queste condizioni sono: iperventilazione, respirazione eccessivamente toracica, eccessiva frequenza cardiaca, tensione muscolare, livello elettrodermico eccessivo. Tali anomalie sono ancor più evidenti quando il soggetto si trova sotto stress o subito dopo.

Lo scopo di un intervento di autoregolazione fisiologica tramite biofeedback, è quello di insegnare al cliente la capacità di regolare tali funzioni fisiologiche. L’apprendimento coincide con l’ottenimento di stati di rilassamento avvertiti a livello corporeo ed emotivo, e la riduzione della sintomatologia ansiosa e stress correlata. Ad esempio tensione muscolare della zona cervicale, che può provocare cefalea.

Le rilevazioni dei segnali fisiologici sono attenute per mezzo di sensori di superficie a contatto con la pelle. Si tratta di fasce elastiche e adesivi che non provocano alcuna sensazione spiacevole.

Il Centro PsicoCare offre terapeuti specializzati e la dotazione della strumentazione atta alla rivelazione per l'applicazione della Terapia Biofeedback.


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