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Ansia e panico

Ansia e Panico


LE PROBLEMATICHE PSICOLOGICHE
Caratteristiche e Terapia

L’ ansia e il panico sono esperienze comuni e non per forza patologiche. Tutti noi proviamo ansia in diversi momenti della nostra vita, e non per questo ci ammaliamo di un disturbo d’ansia. L’ansia diventa patologica e quindi va curata quando è eccessiva. Cioè quando può compromette l’attività lavorativa e sociale oppure provoca un disagio prolungato e intenso.

L’ansia comprende sia sintomi fisici (come: tachicardia, difficoltà respiratorie, sbalzi della pressione arteriosa, sudorazione, tic, tensione muscolare, stanchezza, irrequietezza), sia sintomi psichici (come: apprensione e preoccupazioni ingiustificate, sensazione di pericolo, difficoltà di concentrarsi o di ricordare e sensazione di testa confusa).

La famiglia dei disturbi d'ansia comprende diverse forme cliniche:

L'attacco di panico

L'attacco di panico é una crisi di estrema intensità, che comporta i sintomi fisici e psichici dell’ansia al massimo dell’intensità, fino a provocare la paura di morire, di impazzire o di perdere il controllo. L’APA, cioè American Psychiatric Association (2000), definisce l’attacco di panico come una paura o disagio che incomincia bruscamente e ha il suo picco in 10 minuti o meno.

Il disturbo di panico

Il disturbo di panico é caratterizzato da ripetuti attacchi di panico, imprevedibili, inaspettati e non provocati né da una malattia medica né da una sostanza. Si verificano nelle situazioni più diverse. Una complicazione comune del disturbo di panico è l’agorafobia, cioè l’ansia riguardo all’essere in una situazione da cui la via d’uscita è difficile o imbarazzante. Altre fobie di larga diffusione sono la claustrofobia, ossia la paura dei luoghi e delle situazioni chiuse, e l’ipocondria, la paura di ammalarsi e/o di morire.

L'agorafobia

L’ agorafobia si manifesta quando una persona teme ed evita posti e situazioni da cui secondo lei sarebbe difficile o imbarazzante allontanarsi. Ad esempio un viaggio in treno, una fila al supermercato. Oppure teme quelle situazioni in cui pensa di non poter avere un aiuto sufficiente nel caso di un malessere o un attacco di panico. Ad esempio un posto lontano da casa.

L'ansia generalizzata

L'ansia generalizzata un disturbo cronico comune caratterizzato da una ansia durevole che non è concentrata su un particolare oggetto o situazione. In altre parole è aspecifica o fluttuante. Le persone che hanno questo disturbo si sentono di temere qualcosa, ma sono incapaci di esprimere specificatamente di che paura si tratti. Temono costantemente e trovano molto difficile controllare le loro preoccupazioni. A causa della tensione muscolare persistente e le reazioni autonomiche alla paura, possono sviluppare emicrania, palpitazioni, vertigini e insonnia. Questi disturbi fisici, combinati all’intensa ansia di lunga durata, rendono difficile il compito di affrontare le normali attività quotidiane.

Le fobie

Questa categoria riguarda una forte e irrazionale paura ed evitamento di un oggetto o situazione. La persona sa che la paura è irrazionale tuttavia l’ansia rimane. Il disturbo fobico differisce dal disturbo di ansia generalizzata e dal disturbo da panico perché vi è uno stimolo o situazione specifici che sollecita una forte risposta di paura.

L'ipocondria

L'ipocondria, definita nei manuali psichiatrici come Disturbo d’ansia da condizione medica è un atteggiamento psichico caratterizzato da una costante apprensione per la propria salute e dall'ossessiva tendenza a sopravvalutare anche i più minimi sintomi. Il suo esordio può coincidere con da una forte ansia provocata in seguito da uno stato reale di malattia vissuto in prima persona o inditettamente da familiari.

La paura di essere ammalati conduce il soggetto a addottare inizialmente delle condotte che lo rassicurano, ma che con il tempo si amplificano diventando dei comportamenti disfunzionali, i più comuni dei quali sono:

  • Ascolto continuo delle proprie sensazioni fisiche alla ricerca di sintomi indicatori
  • Ricerca di informazioni mediche attraverso i mezzi di comunicazione
  • Richiesta continua di rassicurazioni al proprio intorno relazionale: famiglia, amici, conoscenti
  • Ricorso a continui consulti medici e a controlli diagnostici
  • Evitamento di situazioni che potrebbero generare condizioni di malattia o contagio

Questi comportamenti generano uno stato di allerta continua che provoca ansia e condiziona pesantemente la qualità della vita, compromettendo l'ambiente lavorativo e delle relazioni.

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